3. Tergicrstalli: ambito scientifico

 L'AMBITO SCIENTIFICO

Anche l'oggetto più folle, in qualche modo, è interconnesso con il mondo scientifico... quindi perché non può esserlo anche un tergicristalli? 

Scherzi a parte, la produzione del tergicristalli, volente o nolente, è stata travolta dall'ingegneria perché, al di là del funzionamento meccanico ed elettrico (che analizzeremo nel prossimo step del nostro bel blog), è stato provino di ricerca per cercare di renderlo quanto più aerodinamico e leggero tale per cui possa essere funzionale a tutte le autovetture. 

Ma partiamo per gradi: vi starete chiedendo "va bene, ma allora di cosa sono fatti i tergicristalli?", e la risposta segue immediatamente. Fino al 1988, essi venivano prodotti con materiale metallico, ma si iniziava a studiare un modo per renderli più leggeri (anche perchè avere degli oggetti metallici oscillanti su un parabrezza in vetro, beh, non era il massimo della sicurezza), ecco che quindi fu adottata, seppur in casi ancora rari, una plastica polimerica con struttura sindiotattica (in ingegneria dei materiali indica una struttura alternata che, a differenza di quella atattica, consente una maggiore rgidiezza, quasi come se fosse un metallo, ma che comunque conserva alcune irregolarità nella struttura cristallina tipica dei polimeri). Si è andati avanti così per una decina d'anni finché, una nota azienda tedesca di elettrodomestici meglio nota come Bosch, ha introdotto nel 1998 telai senza snodi, molto più semplici da progettare, montare, più leggeri e convenevoli per l'aerodinamica della vettura e che hanno anche un nome accattivante: "aerotwin". 

                                          (Tergicristallo con telaio senza snodi, "aerotwin")


Inoltre viene oggi usata, oltre a questa nuova tecnologia, anche la grafite, che riduce l'attrito tra lama e parabrezza, migliorando la scorrevolezza, riducendo il rumore, riducendo il consumo e conferire un movimento più liscio, quest'accorgimento è stato adottato per via dei parabrezza che nel corso degli anni hanno assunto misure sempre maggiori.

Possiamo quindi dire che, seppur non si stia parlando di un metodo per creare energia con rendimento unitario (utopia, ndr), anche un'invenzione apparentemente così lontana dall'ambito scientifico ha saputo essere importante per la ricerca del materiale giusto e per meccanismi di alimentazione elettrica e meccanica, che vedremo nel prrosimo blog. :)

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