10. Tergicristalli: Nella letteratura
Come nella vita reale il tergicristalli serve a pulire il parabrezza per ricominciare a vedere nonostante la pioggia, in senso allegorico esso viene spesso utilizzato come termine per indicare magari una rinascita o un senso di liberazione, lo stesso che si prova pulendo poi il vetro e riuscendo a rivedere la strada. Come affermava infatti Gerard Jugnot: "La risata è come i tergicristalli, non fa smettere di piovere, ma aiuta a vedere meglio", frase che meglio non può descrivere il ruolo della commedia nei nostri giorni. Altra poetessa che cita il tergicristalli è Carla Vercelli, poetessa italiana che proprio in onore alla nostra invenzione intitola la sua opera "Tergicristallo". Infine, va assolutamente citata una frase estratta dall'opera "Lolita" scritta da Vladimir Nabokov, in cui egli scrive: "E dopo non molto guidavo nella pioggerellina del giorno morente, coi tergicristalli in piena azione ma incapaci di tener testa alle mie lacrime.“